martedì 16 settembre 2014

Ho appena finito di leggere… Superior!


Superior è un fumetto sceneggiato da Mark Millar e disegnato da Lenil Yu. Il volume che ho letto è edito da Panini Comics e racchiude tutta la miniserie uscita in USA in sette comics.

Il protagonista è Simon Pooni, un ragazzino americano affetto da sclerosi multipla. Un giorno imprecisato, senza preavviso, si ritrova a quattrocchi con una scimmia vestita da astronauta e d'un tratto la sua vita cambia. Da quel momento la vita del dodicenne si intreccia con quella di Superior, eroe dei fumetti nato negli anni '30 di questo mondo alternativo in cui si svolge la vicenda. Un boy-scout in mantello che profuma di Superman a miglia di distanza.

è un fumetto bello. Un fumetto come non me l'aspettavo.
Sinceramente ho sempre avuto un paio di pregiudizi nei confronti di Millar. Pregiudizi fondati e consolidati con anni di esperienza. Leggendo Kick-Ass, Nemesis e altri suoi lavori mi era sinceramente sembrato che scrivesse seguendo una sorta di mantra: "Sconvolgere". E quindi cattivi che più crudeli non si può, personaggi in grado di fare sempre la scelta peggiore o più azzardata e via così. Cosa c'è di male? Che dopo un po', leggendo Nemesis appunto, iniziavo a prevedere le mosse dell'antagonista/protagonista semplicemente chiedendomi "Cosa potrebbe fare di peggio?". Presente quando in un film dove c'è un immensa battaglia c'è un momento di tranquillità e un soldato fa all'altro "Vedi? In questa foto ci sono io, la mia amatissima moglie e i miei due piccoli bambini. Gli voglio un sacco bene e so che non morirò perché gli ho promesso che sarei tornato ad abbracciarli e a mangiare il polpettone come ogni domenica."… LO SAI CHE QUEL SOLDATO MORIRà LA SCENA DOPO! LO SAI! LO SAI E BASTA! E QUEL SOLDATO MUORE. SEMPRE. Ecco. Se Mark Millar ti rappresenta la famiglia dell'eroe, ad esempio, lo sai che se il contesto lo consente ne ucciderà uno, poi ne mutilerà un'altro e l'ultimo membro magari impazzisce. è così. Lo sai. Perché vuole sconvolgerti e sorprenderti… ma dopo un po' non ci riesce più.
Superior non mi ha sconvolto. Ma mi ha sorpreso. Non è esagerato nella malignità. Certo, ci sono delle scene un po' truculente e momenti di crudeltà… ma sono finalizzati alla storia e non a volerti necessariamente incollare alla sedia! Millar, in Superior, riesce proprio a farti sentire quello che pare abbia cercato di distruggere in quasi tutti i suoi fumetti: l'idea dell'EROE. Anzi, del SuperEroe. C'è il bene sincero in queste pagine, talmente superiore e trascendente da non essere minimamente plausibile. MA è PER QUESTO CHE LEGGIAMO FUMETTI! Perché tutti hanno ciò che si meritano alla fine ed esiste il Bene da sostenere e il Male da sconfiggere. Il vero compito dei supereroi è quello di ricordarci in cosa siamo migliori, cosa possiamo davvero essere, a cosa puntare. Superior è questo. Un tributo ai film di Superman con Christopher Reeve ma un tributo a Superman e all'idea del Supereroe vero, quello che non si vede più ormai perché troppo irrealistico. Ma ogni tanto bisogna anche ricordarsi che di realtà ne abbiamo abbastanza ogni giorno e i fumetti sono nati proprio per poterne scappare ogni tanto.

Ho parlato tutto il tempo di Millar e niente di Yu! Perché? Perché non ho proprio niente da dire. PORCA MISERIA SE MI PIACE COME LAVORA QUELL'UOMO! OOH MAMMA! Mai pose scontate o cliché. Sempre personaggi attivi, dinamici, espressivi. E la quantità di dettagli che riesce a mettere senza appesantire le tavole, le composizioni, le caratterizzazioni. Certo c'è da fare un applauso a quel team composto da Gerry Alanguilan, Jason Paz e Jeff Huet alle chine e Dave McCaig, Sunni Gho e Javier Tartaglia ai colori  perché hanno fatto un lavoro pazzesco e sicuramente non facile immaginando le matite di Yu!

Verdetto finale? Ve lo consiglio. Mi ha reso felice leggerlo. Mi ha fatto riprovare dei sentimenti infantili ma da ometto che sono.
Io sono anche una di quelle persone a cui piace Superman, eh! Lo scrivo perché spesso sembra un'anomalia! Certo è indistruttibile e quindi poco interessante per certi versi e i suoi settant'anni se li sente tutti. Ne ha passate di storie e fatte di cose… ma è lì. Indistruttibile e perfetto. Buono. Superiore.




Ehi! Ma è ricominciato il blog! Ehi ma il primo settembre abbiamo fatto due anni di blog! Ehi ma non hai caricato niente ste domeniche! Ehi ma non spendi manco un momentino a fare i saluti dopo le vacanze?
Ohi rigà, è dal primo settembre che voglio fare un mega post con ringraziamenti, baggianate e disegni… basta. Non ci riesco, non mi veniva, continuavo a rimandare. Quest'anno bando ai formalismi e sentimentalismi e tutti gli altri ismi e via alla carica e all'avventura. Vi voglio forti e carichi che sarà sempre meglio… o mi impegnerò a fare in modo che sia così.
Stateme bbene!