lunedì 27 maggio 2013

Segnalibro Liceo Scientifico L.Cocito, Alba - Fletto i muscoli e sono a Noceto.

Non so chi, di voi carissimi lettori, sia un grande fan della Marvel Comics. Se non lo siete, immaginatevi di esserlo per un attimo. Leggere così tante storie ambientate a New York non vi fa sentire quasi newyorchesi? Non scherzo. Per me è così. è come se una parte di me avesse vissuto talmente tanto in quella città che ormai ne faccio parte a tutti gli effetti! Inoltre, di controparte, New York acquista una identità di Olimpo semidivino, luogo che forse non esiste realmente, semplice sfondo delle eroiche gesta dei miei personaggi preferiti.
Bene, questo ragionamento vale anche per Noceto.
Io so che tutti voi lettori amate Rat-Man. Lo so perché non potrebbe essere altrimenti e basta. Tutti i lettori della serie regolare del Ratto saranno appassionati come me de "I miei Ragguardevoli Sabati Sera". Queste brevi novelle a puntate, scritte da Michele Ampollini e Marcello Cavalli, raccontano la storia di un gruppo di ragazzi di Noceto e le loro esilaranti avventure (e si trovano in molti numeri della serie di Rat-Man dopo la storia a fumetti).
Ebbene, ieri ho passato un intera giornata a Noceto con gli amici di Rat-Man: l'official Rat-Man Fan Club. Vi dico solo che abbiamo mangiato come dei maialetti da ingrasso. Di certe cose poi... proprio quando la quantità è comunque niente rispetto alla qualità. Sarà che io e il cibo ci vogliamo tanto bene... ma seppur sembri una banalità, da quelle parti di Parma si mangia bene. E seppur sia una DOPPIA grossa banalità... mangiatevi quel prosciutto. No. Serio. No. Mangiatelo. Vi prego. Cioè. Del tipo. No. Mangiatelo. è un'esperienza.
Ma quindi al Rat-Man fan club se mangiano affettati, torta fritta, tortelli e gnocchi e basta? No. Si fa tutto ciò in compagnia di gente stupenda. Ho incontrato delle persone eccezionali con cui spero proprio di mantenere i contatti. Non solo nerd e rattofili (ovviamente), ma soprattutto persone interessanti, simpatiche, socevoli, con cui è un piacere parlare.
Il mio obiettivo era quello di fare conoscenza con Leo Ortolani e soprattutto fargli vedere alcuni miei disegni... peccato che nel dopo cena, quando siamo partiti alla volta di Parma per incontrare il nostro eroe, abbiamo scoperto che il centro della città era totalmente blindato. Per via di una manifestazione noi non potevamo entrare a Parma e Leo non poteva uscirne. Per quanto un po' tristi all'inizio, abbiamo deciso di non perderci d'animo e fare un giretto per il castello di Torrechiara (uno dei set delle riprese di Lady Hawke) e poi abbiamo chiacchierato in varie location fino a ora di cena.
Un'atmosfera di una così sana genuinità che quasi mi ero dimenticato come ci si sentisse a provarla. Felice davvero.

Bene, ora però parliamo di lavori. Io che pensavo di aver raschiato il fondo del barile in fatto a vecchi lavori... mi ero dimenticato che anche, per quanto si bisogna buttarlo giù con una bella golata di Lambrusco Conad, anche il legno del fondo del barile se pote magnà. Certo... se si ha fame!
Ecco quindi le 4 varianti di segnalibro che avevo studiato per la mia Scuola Superiore. Per il salone dell'orientamento dell'anno scorso, per indirizzare i ragazzetti usciti dalle medie, si era pensato di lavorare a dei gadget da regalare allo stand. Si sono fatti degli adesivi e dei segnalibri (e dalla grafica dei segnalibri si sono ottenuti anche dei righelli).


Sono quattro variazioni dello stesso tema. Una faccia contratta dallo sforzo mentale da cui scaturisce un cervello in piena esplosione scientifica! Atomi! Fulmini! Esplosioni!
Era un periodo in cui apprezzavo molto il montaggio violento di immagini (possibilmente illusioni ottiche) e ho ottenuto questo mash up.
Gli adesivi ve li faccio vedere un'altra volta (ma quanto sono malvagio?).

Ora filo a nanna che è tardissimo.
Distendo i muscoli e sono nel letto!
Stateme bbene raga!

domenica 19 maggio 2013

Sketch violento - La coda

Oggi sono stato tutto il giorno al Salone Internazionale del Libro di Torino. Sto cercando di raccogliermi con il cucchiaino... e non ci riesco. Ho passato una giornata con una mega cartellina A3 in mano a mostrare i miei lavori a chiunque avesse due occhi: so n'po' stanchetto. Ma andiamo per ordine!
Appena entrato al salone mi sono fiondato allo stand Bao Publishing per farmi autografare al più presto la versione variant strafiga del mega fumetto che è Mater Morbi. Ohi, non l'ho ancora letto, ok? Non vi posso dire NIENTE della storia né dei contenuti del volume... Ma vi posso dire del volume in se... E vi assicuro che mi è parso di toccare un gioiello. Un rapporto qualità prezzo del genere manco al Piccol. A parte gli scherzi. 17 euro che meglio spesi di così non si può. Contenuti Extra da non sapere dove metterli, pagine a colori, una carta meravigliosa, un formato da urlo... Cioè: compratelo e statevene zitti. E non ho manco detto una parola sui disegni di quel pazzo di Massimo Carnevale perché NON C'è NULLA DA DIRE A RIGUARDO. Per farsi fare uno sketch da lui si doveva aver prenotato il volume  tipo nell'anno mille... ma ho potuto vedere come disegnava e, ragazzi, era uno spettacolo. Inoltre, Roberto Recchioni (che pare di avere un programma un esaurimento nervoso nel corso dei prossimi mesi), è un gran bravo sceneggiatore e la critica ha molto apprezzato questo suo lavoro. Sono molto fiducioso.
Allo stand della Bao, però, la vera coda era per altro. Zerocalcare se ne stava davanti a una moltitudine di gente impaziente a sketchare su ogni volume appena acquistato de Ogni maledetto lunedì su due, il volume di raccolta delle tavole pubblicate fin ora sul blog. Nella sua conferenza, che è seguita alle due, non ho potuto non chiederglielo. "Ciao Michele, volevo chiederti... Come ti senti nel vedere che c'è la coda per prendere il tuo fumetto... al salone del libro? Cioè, intendo dire... è UN FUMETTO! Di solito i due tipo di pubblico erano divisi, quasi contrastanti... Come ti senti a vedere che persino qui la gente fa la coda per prendersi il tuo volume?"
"... veramente... me sento n'po' in imbarazzo... Sai... io c'ho l'complesso de n'feriorità verso quelli che c'hanno a laurea... e pensare che tipo se fanno la coda a prendere il mio fumetto... me mette in imbarazzo. Sono felice eh, è comunque una soddisfazione."
Cioè, forse esagero, ma vedere che della gente compra dei fumetti al Salone del Libro forse non è incredibile... Ma che faccia la fila per farseli autografare, che venga solo per comprarli... oh, ragazzi miei, non è una cosa normale. Zero non ha rinnovato il fumetto. Zero non ha riplasmato il concetto di nona arte. Zerocalcare ha saputo creare l'anello di congiunzione tra i lettori di fumetti e i non lettori di fumetti. Qualcosa di sconvolgente.
Parlando con un editor Bao mi è stato detto che "Per molti, questo, è il loro primo fumetto". Si sta iniziando ad ampliare il pubblico che entra in contatto con i fumetti. Si sta forse iniziando ad abbattere quel muro di pregiudizio che caratterizza l'idea italiana di Fumettone. Ci stiamo spostando in una direzione molto interessante di questo ambito.
E niente, volevo solo dire che è bello rendersi conto di voler entrare in un settore in crescita. Forse sto entrando proprio nel momento giusto... Oppure sto entrando proprio di quel secondo in ritardo. Chissà.
Comunque il post finisce qui. Ciao.



A parte gli scherzi... Me sto a scassà di università e di sto fumetto (che sta uscendo bene e pare piacere), quindi vi condivido solo sto sketchino che ho fatto solo per voi per non dire che sono una persona orribile che non rispetta le scadenze. Raga, si è preso una pausa anche Zerocalcare, quindi se non pubblico io un nuovo disegno che male c'è? ("Aaah! Ecco a cosa era servita tutta sta ruffianata su Zero! Bravo Gio! Bravo!")


Io me ne corro sotto le coperte a leggere il mio Mater Morbi! Tanti saluti e stateme bbene!

lunedì 13 maggio 2013

Copertina "Ciak... si disegna!" - Il Maestro.

Quant'è un figo Yoda?
Eh, il piccoletto, quello verde, quello che legna pesante. Yoda sì. No, cioè, presente il nanettino verde con le orecchione larghe ma che te sfranteca le ginocchia a mazzate trasversali? Lui. "Eh ma è un nanetto.", sì... ma è un Maestro.
Ecco dove volevo arrivare (li prendo belli alla larga i discorsi eh?). Il Maestro. Che bell'idea è quella del Maestro? Dei Maestri. L'idea del personaggio secondario che ha per funzione quella di... "costruire" il protagonista. Sono dei fighi perché rappresentano il massimo vertice di altruismo: convinti dei propri principi hanno la vocazione di trasmettere le loro conoscenze a dei giovani discepoli... che probabilmente prenderanno il loro posto. Sono dei fighi!
Bene, io non sono quel tipo di maestro. Come già ho potuto dire mi associo di più a insegnanti della risma di Eikichi Onizuka. Un po' più cazzoni, con un po' meno voglia di fare, senza troppi obiettivi in fondo se non fare bene il proprio mestiere. Ohi, non sopravvivo ai proiettili e non penso di essere un grande insegnante di vita... ma come personaggio è già più abbordabile di Yoda, no?
Il punto sta nel fatto che da questo giovedì ho smesso di essere insegnante al Corso di Fumetto Base di Roddi. Le lezioni sono infatti finite e il percorso didattico è concluso. E... beh... sono fiero dei miei ragazzi. Si sono impegnati tanto e hanno lavorato bene... Anzi! Stanno lavorando bene. Certo, le lezioni sono finite ma gli ho lasciato ancora un piccolo lavoro da concludere.
Presto, a Roddi, si terrà una rassegna di film e io e quel gran figo di Umberto Giordano abbiamo deciso che dovevamo invischiarcici in mezzo in qualche maniera. Produrremo quindi un piccolo fumettino con delle nostre strisce a tema Cinema. L'albo si chiamerà "Ciak... si disegna!" (un titolo che abbiamo selezionato a votazione durante l'ultima lezione) e conterrà quindi le strisce in bianco e nero degli studenti e una loro piccola biografia. Il ricavato sarà devoluto a pacconi di patatine da mangiarci tutti insieme da soldati vittoriosi. La copertina sarà a colori e ho indetto un vero e proprio contest per realizzarla: tutti i partecipanti al corso che se la sentono si cimenteranno a farla e la migliore (selezionata per votazione) sarà stampata all'esterno dell'albo. E per "partecipanti al corso" intendo dire anche gli insegnanti. Eh certo! Mica gliela diamo facile la vittoria! Devono imparare a mettersi in gioco, dare il massimo e magari perdere... o vincere! Chi lo sa? Di certo devono togliersi quelle paure pregresse che bloccano tanti bravi autori.
Io la mia l'ho conclusa... vi do un assaggio:


Sì, lo so, "Ma quando ti decidi a comprare uno scanner?". Non lo so. Me lo chiedo anche io.
Ho usato china e pantoni. Volevo rappresentare la vicinanza tra fumetto e cinema con una pellicola che diventa closure e un'azione da spaghetti western completata da onomatopee e grafica cartoon. Mi sono molto divertito a usare i pennarelli e spero che piaccia ai miei studentelli sbarbatelli.
Essere insegnanti è uno spettacolo... davvero. Sinceramente non credo che molti dei miei studenti vogliano diventare fumettisti: la maggior parte sono venuti principalmente per conoscere il media. Sono stati davvero attivi e disponibili e speravo solo che finissero il corso senza odiarmi. Per curiosità faccio a uno "Allora, come ti è sembrato sto corso?".

"Mi hai fatto tornare la voglia di disegnare e di leggere fumetti."

E capisci che hai fatto bene il tuo lavoro.

Prima di chiudere... Vi ricordate quel disegno che avevo fatto qualche post fa per l'evento Level Up della Drop That Crew? Bene, l'evento è stato una ficata... anche se non ci sono potuto andare.
"E come fai a sapere che è stata una ficata?"
Grazie a QUESTO.
Proprio non potevo raga... ma come me la sarei fatta quella serata!!! Ma vabbeh.

Bene, chiudo questo post e vado a ninna che questa settimana devo essere carico: parte il Salone del Libro di Torino e io dovrei andarci almeno due giorni. Uno di questi lo passerò a prendere a spallate LAGGENTE per raccattarmi il volume Mater Morbi Variant, edito dalla Bao Publishing in una versione davvero ragguardevole, e farmelo autografare a forza da Roberto Recchioni e Massimo Carnevale. L'altro forse passeggerò e mi gusterò qualche conferenza.
Quindi buona notte, sogni d'oro e stateme bbene!

lunedì 6 maggio 2013

Iron Man and Hulk 50th anniversary - Team UP!

Ma quanto è bello lavorare in gruppo?
Avete presente le scene effetto... Space Jam? Intendo quella scena in cui i piccoli alienetti conquistano i poteri delle più grandi stelle dell'NBA. Non so se vi rende l'idea ma... d'un tratto i 5 diventano 5 individui diversi, dai caratteri complementari e formano una squadra formidabile.  Cioè, quello blu è alto e scemo, quello rosso è basso e iperveloce, quello verde è una montagna, quello arancione è la testa del gruppo e quello viola è lo sbruffone. Non so perché questo esempio... ma mi sembrava particolarmente esplicativo. Come un po' i Power Rangers d'altra parte, no? 5 colori, 5 caratteri, 5 animali, un solo obiettivo. I team sono delle figate e basta.
O meglio, lo sono se l'obiettivo è comune e ricercato da tutti i componenti alla stessa maniera. Quante volte, tipo a scuola, dovevi lavorare in un gruppo di persone dove spesso a nessuno fregava niente dell'obiettivo finale? C'è quello che tira... quello che molla... quello che non fa niente... quello che magari lavora proprio contro. Un disastro. Non c'è nulla da prendersela con queste persone: non si può indirizzare qualcuno verso un obiettivo che non è il suo; e anche si potesse non si avrebbe un gran risultato. Il problema, secondo me, non è quindi quello di saper indirizzare tutte le persone di un team allo stesso obiettivo, bensì quello di comporre squadre di persone motivate. Motivate anche da principi diversi (fama, soldi, donne, rivalsa ecc.) ma rivolte a un unico obiettivo.
Io spero vi sia capitato almeno una volta di trovarvi in una squadra di persone motivate. Alla Scuola di Fumetto e Illustrazione di Bra mi ricordo che a un certo punto eravamo diventati pochi. I migliori. Eravamo pochi ragazzi che volevano diventare fumettisti e la competizione che ci accomunava e il desiderio che ci univa ci ha fatto migliorare più di quanto lo stesso corso avrebbe insegnato individualmente a ognuno di noi. La connessione di idee tra individui diversi è un calderone ribollente di creatività. Lavorare alla risoluzione di uno stesso problema equivale a poter vedere uno stesso oggetto (il problema appunto) da più punti di vista contemporaneamente. E quando si avrà voglia di buttare tutto al diavolo ci sarà qualcuno a sostenerti e anche tu sosterrai gli altri e così non si cadrà mai. La passione è qualcosa di stupendo. Condividere la propria passione, elaborarla, reinterpretarla, è un piacere immenso. Il mio team, la mia squadra, è composta solo da gente motivatissima e più la imparo a conoscere più comprendo la sua grandezza. Sono molto fortunato perché ho sviluppato (con quel briciolo di esperienza che ho) la capacità di discernere le persone motivate da quelle non... e vi assicuro che come sto lavorando in questo periodo non ho lavorato mai.

"Sì ma a che minghie stai lavorando con sto gruppo?"
Beh, con uno sto lavorando a un progetto di cui, come vi ripeto ormai da un fracco di tempo, non posso dire niente. L'altro è la mia splendida classe del Corso di Fumetto Base di Roddi. Sto progettando con questa classe di giovani ragazzotti una piccola fanzine contenente alcune strisce a tema "Cinema". A Roddi infatti si terrà in questi giorni una rassegna cinematografica e noi venderemo il nostro piccolo elaborato durante le serate. "Perché un tale sbatti? Non ti bastavano i soldi che hanno pagato per partecipare al corso?". No, ehi, one moment. I soldi ricavati dalla vendita non andranno a finire nelle tasche mie o di Umberto, ma bensì verranno devolute all'acquisto di pacchi di patatine fino a esaurimento fondi da mangiare tutti insieme. Perché? Perché anche questa è una lezione.
"Quello che avete imparato qui vi consentirà di fare dei bei lavori, da riprodurre, da vendere. Il vostro lavoro non è di poco valore e potete guadagnarvi dei soldi (o delle patatine) e piacerà a più persone di quante possiate immaginare. Quindi non abbiate paura e rendetevi conto che strutturare una rivista amatoriale non è nulla di impossibile."
E questa, secondo me, è una lezione importantissima.

E cosa vi do da mangiare per oggi, famelici blogghisti che non siete altro? Visto che vi avevo segnalato qualche post fa di aver partecipato al Premio Pietro Miccia 2013 di Torino Comics ma non vi avevo ancora fatto vedere il mio elaborato... ho deciso di condividervi proprio quel bel disegnone!

Non smetterò mai di ripetere che questo è stato il mio primo disegno a pantoni. Gli errori nel loro utilizzo sono tanti e belli visibili (oddio le macchie!)... ma devo dire che come primo esperimento sono piuttosto fiero di me. Sinceramente mi sentivo piuttosto sicuro di me e pensavo di arrivare sul podio... Ma i miei sfidanti sono stati davvero bravissimi e il mio errore è stato non osare qualcosa di diverso dallo stile Marvel. Sono stati premiati artisti che infatti hanno espresso maggiormente il loro stile mettendo in secondo piano il tema del concorso, i cinquant'anni di Iron Man e Hulk. Sono comunque molto soddisfatto perché ho portato a casa una bella busta di pantoni e ho conosciuto tanti bravi disegnatori.
Prima di lasciarvi volevo però farvi vedere una piccola opera, che però non è stata sottoposta a giuria, elaborata da me e la mia ragazza:

Io, sinceramente, sono solo autore della finissima scrittura che potete leggere sottolineata in basso a sinistra. Non chiedetemi che diamine sia... ma Torino Comics ne era piena ed erano tutti scritti, quindi ho deciso di aggregarmi.

Ora filo a nanna che domani si ritorna ingegneri!
Stateme bbene gwagliò!


P.S.
Mi stavo dimenticando! Ho scoperto, grazie al gentile commento di Giancarlo Milano all'ultimo post ho scoperto che, effettivamente, la polizia ferroviaria può attraversare i binari. Il documento che ho letto a riguardo, però, è piuttosto ambiguo. L'articolo 21, che tratta questi avvenimenti, afferma infatti che COMUNQUE non si debbano attraversare i binari durante il transito di un treno.
Comunque il mio post era principalmente volto a sfogare quel genere di rabbia che potrebbero provare anche degli automobilisti che, dopo essere stati fermati da una volante e aver ricevuto una bella lavata di testa per aver oltrepassato i limiti di velocità, si vedono ripartire l'auto degli agenti ai 200 all'ora!
Ringrazio comunque, sinceramente, l'attività di questo utente nel farmi notare un errore. Grazie Giancarlo!